09 gennaio 2013
Perché in Italia è sempre tutto così difficile?
25 gennaio 2012
14 novembre 2011
Cetriolo in arrivo
Sono molto agitata e confusa.
Nelle ore che sono seguite alle dimissioni di Berlusconi, non sono riuscita a festeggiare, poiché sentivo già inquietudine per le strane ombre e nubi di tempesta che si profilavano all'orizzonte: un'Italia che, come più volte accaduto durante la sua storia, si vede ancora una volta invasa e governata da poteri stranieri, non gode, ai miei occhi, di scenari rassicuranti.
Da due giorni a questa parte, passo la notte in bianco, cercando su internet e leggendo come una disperata tutto quello che mi capita sottomano circa l'attuale situazione politica ed economica del nostro disgraziato Paese, con le mie belle difficoltà nel comprendere i tecnicismi e "l'economichese": quello che trovo non mi fa chiudere occhio e mi agita sempre di più.
Anche se ho provato, non riesco a scrivere un post lucido e organico su questo momento così delicato, dal punto di vista economico, ma soprattutto da quello democratico. Per questo ho pensato che la soluzione migliore fosse condividere qui le mie letture, tutti gli articoli che mi hanno colpito/preoccupato/interessato di più (la lista sarà in continuo aggiornamento).
Se le informazioni in essi contenute sono realmente vere (scusate la tautologia), gli italiani avrebbero tutte le ragioni per cominciare a tremare:
- Goldman Sachs innesca la crisi e poi piazza Mario Monti a risolverla - Byoblu
- Mario Monti, Bilderberg ed il Nuovo Ordine Mondiale - Agoravox
- ... e la Democrazia? - Fanpage
- Addio Italia, siamo stati invasi: e i nostri politici sono finiti - LIBRE
- Barnard: perderemo tutto, la Bce vuole il nostro sangue - LIBRE
- Giulietto Chiesa: con Monti, tutti più poveri entro 2 anni - LIBRE
- Formica: Draghi lavora per la Germania, contro l’Italia - LIBRE
- Nel mirino scuola e cultura: l’Europa ha paura di Dante? - LIBRE
- Con Monti l’Italia verso il Nuovo Ordine Mondiale (NWO)? - Il Democratico
- Tutto tranne democrazia: i veri mandanti di Mario Monti - LIBRE
- Golpe contro l’Italia: il vero potere ha gettato la maschera - LIBRE
- Carne da pescecani (voi) - Paolo Barnard
Aggiornamento del 17/11/2011:
- Il fallimento controllato dell'Italia - Eurasia
14 ottobre 2011
#occupiamobancaitalia e il manifestare italiano
M'innervosisce l'atteggiamento radical chic dei molti italiani crumiri, dei giornalisti "io non ho paura di dire cose impopolari" a tutti i costi e dei così detti "intellettuali di sinistra".
In generale mi ha stufato questa spocchia con cui la gente si mette dietro a un microscopio per studiare gli altri come fossero formiche, mi hanno stufato quelli che pensano così di poter essere assolti per non voler sporcarsi le mani, come Pilato.
Si può essere d'accordo o no con i manifestanti, si può criticare un atteggiamento violento, determinati episodi, ma si dovrebbe anche fare una scelta, decidere se anche noi vogliamo cambiare qualcosa, nonostante i mille difetti che si possono trovare nel modo di farlo delle altre persone, se vogliamo stare dalla parte di quelli che agiscono o di quelli che parlano e basta.
Per lo meno chi scende in piazza si mette in gioco, chi manifesta crede ancora in qualcosa, non si aggrappa al proprio trespolo di cinismo gracchiando amenità come fanno molti italiani, come fanno molti di noi.
Come mi è capitato di dire a un amico giusto ieri sera, nonostante mi classifichi nel gruppo dei cinici (e in alcuni casi, lo ammetto, dei radical chic), non è mai stato dal cinismo che è nato il progresso, ma sempre dall'utopia.
05 ottobre 2011
Gli italiani non sanno fare a meno dei ducetti?
17 marzo 2011
Viva l'Italia!
Spesso ho criticato il mio paese. E continuerò a farlo.
Amare non vuol dire rimanere ciechi di fornte ai vizi e ai difetti.
Ma l'Italia è la mia casa, la mia patria.
E non nel senso nazionalista e anacronistico del termine, ma in quello etimologico:
Oggi non è solo una festa storica, non festeggio il 17 marzo in ricordo di un'Italia monarchica o di un progetto storico nato a tavolino su impulso di poche (seppur capaci) menti.
Io festeggio l'utopia, l'ideale rivoluzionario, festeggio il sentimento che ha spinto migliaia di persone a combattere e morire per un paese unito e libero.
Come tutti gli ideali, l'Italia non è perfetta, ci sono tante cose da cambiare, da cancellare, da migliorare. Ed è soprattutto a queste che penso oggi festeggiando.
Oggi non è solo un giorno commemorativo, ma un augurio per un nuovo inizio, per un nuovo progetto d'Italia della quale essere più orgogliosi, un'Italia più libera e più unita di quella che c'è stata lasciata e con più dignità di quella nella quale stiamo vivendo.
Sono orgogliosa di essere italiana.
Ma non con l'ottusa cecità dei nazionalisti ad oltranza o dei tifosi della nazionale dell'ultimo minuto: non vado fiera di essere rappresentata da individui che mi fanno vergognare di condividere con loro la mia nazionalità, la mia cultura e la mia storia.
Il 17 marzo 1861 è stata fatta per la prima volta l'Italia. Adesso vediamo di costruirne una nuova (e migliore) anche noi.
26 marzo 2010
Come finisce questo film, maestro?
- E come finisce questo film, maestro?
- Eh, come finisce... Non lo so, non lo so, finisce... Mah, io spero che finisca in una specie di... quello che in Italia non c'è mai stato: una bella botta, una bella rivoluzione, rivoluzione che non c'è mai stata in Italia; c'è stata in Inghilterra, c'è stata in Francia, c'è stata in Russia, c'è stata in Germania, dappertutto... meno che in Italia.
Quindi ci vuole qualche cosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto, nel senso... sono 300 anni che è schiavo di tutti. E quindi, se vuole riscattarsi, il riscatto non è una cosa semplice, è doloroso, esige anche dei sacrifici. Se no vada alla malora, per come sta andando, ma ormai da tre generazioni.
16 marzo 2010
Due minuti d'odio
Sono l'unica ad aver notato la spaventevole somiglianza?
01 ottobre 2009
Libertà è partecipazione
13 marzo 2009
Il concentramento di potere falsifica il processo democratico
E' questione di abitudine: si entra nel buio, poi ci si abitua al buio e poi non vedi più il fatto che sei nel buio.
11 luglio 2008
17 aprile 2008
Apocalittica
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15 aprile 2008
Non è vero che la razza non conta: quella degli idioti sì, purtroppo.
Verrebbe voglia di fare le valigie ed espatriare in Spagna, o in qualche paese scandinavo, senonché le inutili e colpevoli Secessioni dell'Aventino mi hanno sempre fatto ribollire il sangue.
27 febbraio 2008
09 febbraio 2008
The Times inizia la campagna elettorale: "Berlusconi non merita un altro mandato"
E' partita la campagna elettorale. Non solo sui quotidiani e sulle reti televisive italiane ma anche sugli organi di informazione esteri. Il quotidiano inglese The Times affida il suo messaggio a Bronwen Maddox, principale commentatore della sezione Esteri, che nell'edizione di oggi lancia il suo monito: "Berlusconi non merita una seconda chance".
"Mettiamo da parte il conflitto di interessi con il suo impero finanziario e le sue modifiche alle leggi penali che lo hanno aiutato a rispondere alle accuse di falso in bilancio, mettiamo da parte per un momento la sua riforma della legge elettorale che ha riportato l'Italia al tempo dei governi che si dissolvono per non essere in grado di affrontare le decisioni difficili per più di un anno" esordisce la commentatrice di The Times; anche fatte queste premesse, "considerando (solo) i risultati del suo governo, non vi è abbastanza per giustificare un suo ritorno".
E l'affondo prosegue: "se le persone vogliono trovare una giustificazione, si riferiscono a due schegge di riforma sulle pensioni e sul lavoro. Ed è tutto ciò che possono fare, perchè non vi sono altri casi nei quali Berlusconi abbia agito chiaramente per il bene dell'Italia e non per il proprio".
Ma anche sui due provvedimenti in questione, la posizione di Bronwen Maddox è molto aggressiva; la legge Maroni sulle pensioni "non è mai stata solida" poichè "nel disegnare il provvedimento il governo Berlusconi fissò la sua entrata in vigore nella legislatura successiva sapendo che un nuovo governo avrebbe dovuto confermare il suo supporto con quasi certi risultati negativi".
Nel disegnare il curriculum di Berlusconi al governo, The Times ricorda la legge Biagi ma anche l'impatto sulle finanze pubbliche che portò "l'Italia ad infrangere il tetto del 3% del debito" mentre "la crescita promessa da Berlusconi non è mai arrivata". Ma il peggio, secondo il quotidiano inglese, è arrivato con la legge elettorale, "l'eredità più dannosa di Berlusconi". Le modifiche approvate hanno permesso di "minimizzare le perdite di Forza Italia nel 2006 e di peggiorare la situazione per qualsiasi nuovo governo. Alla luce della spaccatura profonda che divide Destra e Sinistra e tormenta la politica italiana, ogni coalizione (con questa legge elettorale) sarà precaria".
E la conclusione è la più chiara delle dichiarazioni di voto, anche se sulla linea del voto di opposizione e non del voto a favore: "L'Italia ha bisogno di molte cose ma, innanzitutto di un governo sufficientemente forte da modificare la legge che l'ha afflitta con coalizioni deboli. E' contrario al buon senso che Berlusconi affermi di essere l'unico che possa liberare l'Italia da un problema che lui stesso ha creato".
(Il post originale lo trovate su "Visti da Lontano")
03 febbraio 2008
01 febbraio 2008
Finanziare lo sviluppo - Il ruolo dell'Italia nel G8
...sostenere la società civile italiana sensibilizzandola sui temi della povertà e dell’ingiustizia globale ed esercitando azioni di pressione sull’opinione pubblica. L’Italia è infatti un attore importante all’interno del G8 e dell’Unione Europea, e le sue posizioni circa l’aiuto allo sviluppo, così come in politica estera, hanno un forte impatto sulla povertà globale: in vista del G8 del 2009, che si terrà nel nostro paese, lavoreremo insieme con la società civile e le istituzioni per assicurarci che l’Italia adotti politiche e azioni che concorrano a ridurre la povertà globale, incrementando e migliorando l’aiuto allo sviluppo per contribuire a garantire servizi sanitari, istruzione e acqua potabile a tutti e promuovere giustizia per le popolazioni colpite dal mutamento climatico.
Come promesso qualche post fa, pubblico qua sotto la rassegna stampa e tutti i materiali riguardanti "Finanziare lo sviluppo - Il ruolo dell'Italia nel G8", l'evento di presentazione dell'Ufficio Campagne di Oxfam International e Ucodep tenutosi a Roma (Sala Stampa Estera) il 23 gennaio 2008:
- Finanziare lo sviluppo - Il ruolo dell'Italia nel G8
- Cartella stampa
- Lettera22 - Oxfam, convegno e incontro stampa "Finanziare lo sviluppo: il ruolo dell'Italia nel G8" il 23/01/2008
- Lettera22 - Cooperazione, Oxfam International sbarca in Italia
- Lettera22 - In vista del G8 Oxfam arriva in Italia
- Amisnet - Intervista radio ad Ariane Arpa (Intermon Oxfam)
- Evento presentato su SherpaTv
- AGImondo - Cooperazione: Oxfam apre in Italia, più impegno per lo sviluppo
- AGImondo - Cooperazione: Sentinelli, mantenere impegni con l'extragettito
- Forum sociale: ONG italiane in rete partecipano mobilitazione
- InToscana - Ucodep e Oxfam International insieme ad Arezzo
- Carta - Oxfam sbarca in Italia
- Il Manifesto - Con il G8 in Italia arriva anche Oxfam
- Oxfam, l'Italia ponte con il sud del mondo
Questi invece i materiali scaricabili:
27 gennaio 2008
La fine del Governo Prodi il giorno dopo sulla stampa estera
15 gennaio 2008
Uno strano odore che viene da oltreoceano e da oltremanica
Non che quello che dicono sia del tutto falso (anche se certe affermazioni fatte proprio da questi stati, mi fanno alquanto ridere, della serie: cencio parla mal di straccio), ma poiché queste due potenze non fanno niente per niente, mi puzza di bruciato tutto questo interesse improvviso per la nostra povertà e il nostro malcontento...
Ohi! Mica si saranno messi in testa che anche da noi vada esportata un po' di sana democrazia?
Non facciamo scherzi, eh...
23 dicembre 2007
Italia paese d'infelici?
"lo stato d'animo va al di là di prezzi e salari, raggiungendo il cuore del dibattito sull'anima italiana e la sua identità. A casa loro, gli italiani sono consumati da una sensazione di declino".
(The Times, Dolce vita che diventa amara)
Ma che ne sanno questi inglesi e questi americani di come si sta in Italia? Che ne sanno del nostro spirito e della nostra identità? Gli frega se siamo o felici o infelici? O forse sono più interessati al fatto che compriamo meno?
Lo vedo agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna come gli interessa la felicità degli abitanti delle altre nazioni! Per non parlare poi di come gli frega dei propri: dei loro poveri, dei loro immigrati, dei loro soldati che passeranno il Natale lontano da casa, lontano dalla famiglia, magari a farsi ammazzare.
USA, UK, vi vorrei ricordare un paio di cosette:
- I bambini di tutto il mondo che non hanno da mangiare, da bere, che non hanno cure mediche, secondo voi sono felici?
- I genitori di tutto il mondo che si vedono morire i figli sotto gli occhi e non hanno i mezzi per garantire loro un futuro migliore, secondo voi sono felici?
- I ragazzi e i precari di tutto il mondo che non hanno certezze economiche e che per questo non possono costruirsi un futuro, secondo voi sono felici?
E potrei continuare all'infinito, perché di esempi d'infelicità nel mondo ce ne sono a bizzeffe e hanno motivazioni legittime e ben radicate.
E a causare infelicità al mondo, USA e UK, vi assicuro che contribuite anche voi, come tutti noi.