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14 ottobre 2011

#occupiamobancaitalia e il manifestare italiano

Quando gli italiani, FINALMENTE, protestano e scendono in piazza, invece di esultare nell'appurare che allora, forse, dell'orgoglio e della voglia di cambiare le cose c'è anche in questa disgraziata nazione, che fanno gli altri, quelli che rimangono a guardare? Criticano il momento, il modo, le parole…

M'innervosisce l'atteggiamento radical chic dei molti italiani crumiri, dei giornalisti "io non ho paura di dire cose impopolari" a tutti i costi e dei così detti "intellettuali di sinistra".

In generale mi ha stufato questa spocchia con cui la gente si mette dietro a un microscopio per studiare gli altri come fossero formiche, mi hanno stufato quelli che pensano così di poter essere assolti per non voler sporcarsi le mani, come Pilato.

Si può essere d'accordo o no con i manifestanti, si può criticare un atteggiamento violento, determinati episodi, ma si dovrebbe anche fare una scelta, decidere se anche noi vogliamo cambiare qualcosa, nonostante i mille difetti che si possono trovare nel modo di farlo delle altre persone, se vogliamo stare dalla parte di quelli che agiscono o di quelli che parlano e basta.

Per lo meno chi scende in piazza si mette in gioco, chi manifesta crede ancora in qualcosa, non si aggrappa al proprio trespolo di cinismo gracchiando amenità come fanno molti italiani, come fanno molti di noi.

Come mi è capitato di dire a un amico giusto ieri sera, nonostante mi classifichi nel gruppo dei cinici (e in alcuni casi, lo ammetto, dei radical chic), non è mai stato dal cinismo che è nato il progresso, ma sempre dall'utopia.


15 febbraio 2011

13 febbraio 2011

Non è un paese per donne

Quando si fanno altri tipi di manifestazioni, la maggior parte delle persone si scopre unita e motivata e grida in piazza ciò che non va.
Quando la protesta riguarda le donne, magicamente si leva un coro di "non so...", "ma che lo fanno a fa'?", "non mi convince", "ah, il solito femminismo sessantottino che tanto male ha fatto all'Italia!" e il peggiore di tutti: "non è queso il modo".

Mi spiegate, signori/e critici/he e titubanti, quale sarebbe, di grazia, "il modo"? Perché la protesta di piazza va bene per il diritto all'informazione, per difendere l'indipendenza dei magistrati, ... ma non per le donne? Perché il fatto che rivendichiamo (ancora, nel 2011!!) il diritto ad essere rispettate pone tanti interrogativi?

Già solo questo semplice fatto dà la misura della società nella quale viviamo, che ancora oggi no, non è una società fatta ANCHE da e per le donne.

Voglio, con tutta me stessa, che siano i/le ragazzi/e come quelli che parlano in questo video a creare la società del domani e non quelli che appoggiano ancora questo sistema o che, peggio ancora, se ne lavano le mani. Per loro, non deve esserci futuro.


10 novembre 2008

Ma ancora lo fanno parlare?!

Sui cortei no-Gelmini, Cossiga torna a dispensare consigli alle forze dell'ordine: "L'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave". Mi è improvvisamente venuto in mente il nome di un anziano demente da offrire in sacrificio.

Da: Spinoza

24 ottobre 2008

Allucinante


Questo è il clima di democrazia e dialogo nel quale viviamo.
Per dichiarazioni molto meno pesanti di queste, le persone comuni vengono accusate di terrorismo e riconosciute come violente e potenzialmente pericolose.
Ma si sa, le persone comuni si possono manganellare.

14 gennaio 2008

Il Papa alla Sapienza


Premetto che in genere non mi piacciono le manifestazioni "contro", ma poiché ritengo che l'ingerenza del Vaticano e del Papa in tutte le sfere del vissuto quotidiano stia diventando davvero insopportabile e talebana, sponsorizzo anch'io sul mio blog un'iniziativa che mi coinvolge da vicino, visto che si svolgerà presso la mia università (università che dovrebbe essere statale e LAICA):



19 novembre 2007

Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne


controviolenzadonne.org


Quello del 24 Novembre è un appuntamento molto importante: avrà luogo a Roma la "Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne".

In Italia le statistiche sono tristi e scoraggianti, poiché vedono la violenza contro le donne come uno dei reati maggiormente diffusi.

Non possimo permettere che abusi, stupri e violenze di vario tipo continuino ad essere perpetrati nell'indifferenza generale, combattuti solo da pochi volontari che non vengono sufficientemente sostenuti.

Per questo invito tutte le donne a partecipare a questa manifestazione o, se impossibilitate, ad aderire alla causa firmando l'appello e esponendo nel weekend del 24 e 25 novembre un lenzuolo bianco, o chiaro, dal balcone o dalla finestra della propria abitazione.

Il Corteo partirà alle ore 14:00 da Piazza della Repubblica lungo il seguente percorso:

Via Einaudi
Piazza dei Cinquecento
Via Cavour
Largo Ricci
Via dei Fori Imperiali
Piazza Venezia
Via delle Botteghe Oscure
Largo di Torre Argentina
Corso Vittorio Emanuele
Via della Cuccagna
Piazza Navona


Sul blog di Controviolenzadonne.org, potrete trovare maggiori informazioni e seguire in tempo reale la preparazione dell'evento, mentre a quest'indirizzo un po' di storia della ricorrenza.

Mi raccomando: pubblicizzate l'iniziativa più che potete!