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05 ottobre 2011

Gli italiani non sanno fare a meno dei ducetti?


In Nordafrica sbocciano le proteste, in Spagna la gente s'indigna, negli USA si occupa. Persino  #Wikipedia protesta. 

E noi italiani? Perché non siamo fuori a prenderci strade e piazze? Perché continuiamo a sopportare come bestie da soma schiacciate dal giogo incapaci anche solo di sollevare la testa?

Sarà che all'italiano, in fondo, piace essere schiavo?

Sarà che pensa davvero sia meglio l'assenza di libertà?


07 novembre 2008

Aria fresca da ovest

In quale paese civile permettono a un politico di dire una cosa di questa gravità? Quando ti ccorgi che la risposta è "in Italia", ti viene anche un po' male, perché ti ricordi che è proprio la nazione di cui fai parte anche tu.

Ma noi non ci fermiamo a questo, noi che siamo un popolo famoso per la nostra simpatia e giovialità, arriviamo anche a fare "battute" come questa e chi non sa stare allo scherzo "è un imbecille".

Per quanto riguarda l'elezione di Obama, purtroppo sono abbastanza d'accordo con quanto scritto su Voltaire, ma credo anche che Gennaro Carotenuto abbia ragione quando dice che siamo "di fronte ad una discontinuità culturale reale e fortissima".

Io mi limito a sperare che arrivi una ventata d'aria fresca da ovest (mi accontento anche di una leggera brezza), che in qualche modo porti un po' di novità anche qui.

Seguendo l'italica abitudine, staremo a vedere.


12 settembre 2008

Un signore di nome Philip Goldberg


Non so se ultimamente vi è capitato di leggere questa notizia: il presidente Evo Morales ha espulso dalla Bolivia il diplomatico statunitense Philip Goldberg, definendolo "persona non grata" poiché accusato di collaborare con i secessionisti contro il governo di La Paz.
Gli USA hanno reagito rimpatriando l'ambasciatore boliviano.

Anche Hugo Chávez ha voluto partecipare allo scambio di gentilezze e ha cacciato dal Venezuela l'ambasciatore statunitense, aggiungendo che le relazioni diplomatiche con gli USA riprenderanno solo quando avranno un governo disposto al dialogo.
Per farvi un'idea di chi sia Philip Goldberg, date un'occhiata ai link qua sotto:

16 marzo 2008

USA, Cina e diritti umani

Negli USA è da poco uscito il Country Reports on Human Rights Practices.
Indovinate chi non figura in questo rapporto, nonostante sia responsabile di quello che accade nella Baia di Guantanamo e di voli sospetti, meglio conosciuti come rendition?
Nonostante questi piccoli peccatucci, gli USA mostrano il loro buon cuore depennando la Cina dalla loro black list.
Nell'attesa delle Olimpiadi, la Cina dimostra di aver imparato la lezione statunitense e si dedica al massacro e alla soppressione, nel caso specifico del popolo tibetano.

Mi sento di chiudere questo post con un pensiero tratto da Spinoza:

Caro Bush, prima di levarti dai coglioni, non è che t’è rimasta un po’ di democrazia da portare in Tibet?

15 gennaio 2008

Uno strano odore che viene da oltreoceano e da oltremanica

Dopo aver letto l'ennesimo articolo sulla crisi e la tristezza che regnano in Italia, mi è sorto qualche dubbio: mi chiedo che interesse abbiano USA e UK a montare tutta questa campagna sui nuovi poveri in Italia e sul malcontento generale contro la classe politica.

Non che quello che dicono sia del tutto falso (anche se certe affermazioni fatte proprio da questi stati, mi fanno alquanto ridere, della serie: cencio parla mal di straccio), ma poiché queste due potenze non fanno niente per niente, mi puzza di bruciato tutto questo interesse improvviso per la nostra povertà e il nostro malcontento...

Ohi! Mica si saranno messi in testa che anche da noi vada esportata un po' di sana democrazia?

Non facciamo scherzi, eh...

23 dicembre 2007

Italia paese d'infelici?


"lo stato d'animo va al di là di prezzi e salari, raggiungendo il cuore del dibattito sull'anima italiana e la sua identità. A casa loro, gli italiani sono consumati da una sensazione di declino".
(The Times, Dolce vita che diventa amara)


Ma che ne sanno questi inglesi e questi americani di come si sta in Italia? Che ne sanno del nostro spirito e della nostra identità? Gli frega se siamo o felici o infelici? O forse sono più interessati al fatto che compriamo meno?

Lo vedo agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna come gli interessa la felicità degli abitanti delle altre nazioni! Per non parlare poi di come gli frega dei propri: dei loro poveri, dei loro immigrati, dei loro soldati che passeranno il Natale lontano da casa, lontano dalla famiglia, magari a farsi ammazzare.

USA, UK, vi vorrei ricordare un paio di cosette:

- I bambini di tutto il mondo che non hanno da mangiare, da bere, che non hanno cure mediche, secondo voi sono felici?
- I genitori di tutto il mondo che si vedono morire i figli sotto gli occhi e non hanno i mezzi per garantire loro un futuro migliore, secondo voi sono felici?
- I ragazzi e i precari di tutto il mondo che non hanno certezze economiche e che per questo non possono costruirsi un futuro, secondo voi sono felici?

E potrei continuare all'infinito, perché di esempi d'infelicità nel mondo ce ne sono a bizzeffe e hanno motivazioni legittime e ben radicate.

E a causare infelicità al mondo, USA e UK, vi assicuro che contribuite anche voi, come tutti noi.