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13 ottobre 2012

Questa parte di mondo

Guardo il cielo grigio di Lima, grigio da mesi, mi sento stanca e mi chiedo come ho fatto a resistere a tutto, a tutti, alle situazioni, agli accadimenti, alle emozioni forti, alle delusioni, ai dispiaceri...
Come resisto?
Forse è perché sapevo fin dall'inizio che sarebbe stato solo per un anno, che a un certo punto avrebbe avuto una fine.

A pensarci bene, è la stessa attitudine con cui dovrei affrontare ogni accadimento della vita.




[...] sola, trascinando coraggio
consapevole che non basterà
cercherai, sceglierai ogni giorno
come vivere.

Questa parte di mondo che cosa ti offre
quale buona occasione,
quale consolazione
tra le storie d'amore e le loro bugie
c'è qualcosa che rimane non detto
come un velo tra i tuoi occhi ed il mondo
questa parte di mondo...

18 maggio 2012

Effetti collaterali


Era uno degli imprevisti a cui sinceramente non avevo pensato, quando ho accettato di partire per Lima.

Erosione della dimensione individuale con conseguente erosione degli spazi di scarica della tensione e cortocircuito del cervello fragile (il mio). Non è più possibile rendersi anonimi tra la folla, immergersi nei propri pensieri senza essere riconosciuti, senza stare perennemente al centro del cono di luce della ribalta, non ti lasciano scivolare nell'ombra, anonima, avvolgente, sicura, che ti permette di essere nessuno in mezzo alla gente, di schermare le emozioni, i pensieri, di lasciare correre via le ubbie, di abbassare la febbre celebrale stemperandola con il rilassante nulla che ti viene dall'essere nessuno.

Qui sono sempre gringa, europea, incredibilmente bianca e pallida, con gli occhi più chiari di sempre.
Sono sempre in compagnia, dal momento in cui mi alzo, a quello in cui vado a dormire.

Sono arrivata al punto in cui non desidero forse nemmeno più stare sola: mi assuefaccio abbastanza rapidamente alla presenza delle persone e se dopo anni di solitudine pensavo di essere diventata un'irrecuperabile misantropa, mi scopro invece molle e facilmente adattabile all'onnipresenza delle persone.

Mi alzo presto la mattina, vado in ufficio, lavoro fino a sera, quando torno ceno e striscio a letto: per la prima volta in vita mia, non ho tempo di pensare. E mi piace. Mi fa vivere rilassata.

Mi viene chiesto come mi sento, ma in realtà non credo di saperlo. E nemmeno lo voglio sapere. Voglio solo vivere, fare e lasciarmi fare, lasciarmi vivere, assorbire tutto quello che di utile e buono posso e rigettare tutto il resto, espellere tutto ciò che è tossico per il mio cervello inquieto, per il mio cuore permeabile.

Non pensare.
O meglio, non pensare a cose che mi diano ansia.

Non importa come mi sento: adesso importa solo quello che faccio.

18 gennaio 2012

Empty room - Atto III

Ancora un'altra stanza da svuotare, la terza in tre anni e come sempre la sensazione di vuoto non riguarda solo queste quattro pareti.

Mi stupisco sempre della sproporzione tra le poche cose materiali accumulate qui nel tempo, che riesco a chiudere in un paio di valigie, e quelle innumerevoli che porto dentro, che in un anno mi hanno trasformata, ancora una volta, in una persona diversa.

La cosa più dura sono gli addii mentali con i quali, mentre impacchetti la tua roba, saluti le cose, i posti, le situazioni, le persone dalle quali sarai costretta a separarti.

È vero che le persone che ci tengono davvero a te, non smetteranno di amarti, di pensarti, di cercarti, ma mi mancheranno da morire i loro abbracci, i loro sorrisi, le loro battute. Mi mancherà un sacco essere parte attiva nelle loro vite (e viceversa) e condividere le piccole cose quotidiane...

Penso che non posso fare a meno di andarmene, che la mia natura lo esige, ma allo stesso tempo non vorrei muovere un passo, vorrei rimanere nel porto ritrovato che è per me Madrid, barricarmi nella mia stanzetta di Malasaña e continuare a condurre la vita de los gatos.

Me ne andrò, quatta quatta, sperando di non essere vista, che se poi mi obbligano a parlare, trattenere le lacrime sarà più difficile.

Ci rivedremo, Madrid?


"E quando vai, non illuderti di coltivare assenze.
Te ne vai e questo è tutto.
"
(Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine)

25 gennaio 2011

De vuelta

È una meraviglia quando la voglia di esprimersi e di dire le cose torna.
Quando la voglia di vivere torna.
Quando il mondo ti sembra un immenso buffet e non sai da che parte farti per cominciare.

Miliardi di idee e progetti che ti affollano il cervello.
Così tanti stimoli da sentirti sotto elettroshock.
Così tante ore dense da toglierti il respiro.
Cose da fare, idee da concretizzare, progetti da attuare e poco, troppo poco tempo per farlo.

Ma va bene così.

Va bene quando il sociale, l'arte, il lavoro, la voglia, il desiderio, le azioni, l'amore, tornano a mischiarsi.

Il mio cervello, il mio cuore, il mio corpo, sono in ebollizione (più del solito, intendo).
Sono un vulcano in procinto di eruttare fiumi di lava incandescente.
Siete avvisati.

22 gennaio 2008

Appunti pre-evento


Tra poche ore vedrò realizzato l'evento per il quale lavoro da circa un paio di mesi insieme a Elisa.

Oggi è stata una giornata davvero piena, in tutti i sensi: mole di lavoro non indifferente, spostamenti improponibili, quantità di bagali che viola la 626, duro lavoro di preparazione cartelline e un certo nervosismo serpeggiante e palpabile.

Verso le 9 sono riuscita a venire via dalla Sala Stampa Estera e mi sono fatta la strada a piedi dal Quirinale fino a casa: quanto mi mancavano le notti di Roma! Mi sono fermata dal greco, che per fortuna era ancora aperto, ho preso la mia gyros da asporto e ho strisciato fino al portone di casa.

Finalmente sono qui seduta che mangio e scrivo e dopo cena ci sarà la fase "trucco e parrucco", perché mica le posso far fare brutta figura domani, alla mia capa! ;)

Sono un po' tesa, ma non nervosa: è la sensazione che avevo quando da piccola aspettavo che Babbo Natale venisse a suonare alla porta di casa per portare i regali a me e ai miei cugini. Non vedo l'ora di vedere concretizzati i nostri sforzi, di vedere dal vero dov'è finito il lavoro degli ultimi mesi e spero che sarà stato un lavoro ben fatto e ben riuscito: ci tengo.

Allora vado e mi tiro a lucido per domani (ho un completo che elegante così non sono mai stata nemmeno alla mia Cresima...) :D