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15 febbraio 2012

Ti piacerà Lima?

Lima me la immagino come un grigio mostro di fame e polvere che tenta di divorare tutto: il traffico, il respiro, il cuore, i sorrisi, l'allegria.
La immagino come una bocca dagli innumerevoli denti arrotati che stritolano tutto.
Ne immagino lo skyline disegnato con il fumo grigio delle ciminiere.

Ma non è questo il punto.

Non importa quanto brutta o spaventevole Lima possa essere. Non parto per Lima.
Parto per me.
Parto per tutto quello che proverò durante quest'anno.
Parto per i sorrisi che conoscerò, per le parole dure o sagge che qualcuno mi rivolgerà.
Parto per i posti che vedrò, per i lavori che farò e per le lezioni che imparerò.
Parto per combattere la paura.
Parto per sottrarre alla morte un po' del suo potere, celebrando la vita.
Parto carica di bagagli, nella speranza di tornare più leggera.



Non venire mai a cercarmi
sono andata dove il vento mi chiama 
stasera sarò mille miglia lontano da casa...

14 febbraio 2012

Il chilometro zero

Mandala - fronte
Mandala - retro

Il Caso non esiste.
E il mandala di Elisa ne è una prova.
L'ultimo giorno della formazione ne ha regalato uno a ciascuno di noi che partiamo per il Perú ed è stato un gesto che ho trovato bellissimo, oltre che molto significativo.

Ecco che Elisa ha posato la prima pietra del nostro nuovo cammino, il chilometro zero del nostro prossimo viaggio. Da qui in poi, dalle radici, cominceremo a dipanare le nostre storie, a tendere i rami nell'Altrove ;)

Buen viaje compañer@s, buena vida Elisa (ognuno saluta a modo suo: tu con i tuoi mandala, io con il mio blog ^__^ ).

07 febbraio 2012

Fine di un viaggio e inizio di un altro

E così, siamo giunti alla fine di questa settimana di formazione.

Non so cosa succederà nei prossimi mesi, i miei programmi arrivano fino alla prossima settimana, poi comincia il foglio bianco.

È stata una settimana intensa, soprattutto a livello di introspezione ed esperienze umane, una settimana che mi ha spaventato e mi ha rimesso addosso l'ansia che, straordinariamente, ero riuscita a tenere a bada finora.

Molte delle belle persone che ho conosciuto, non so nemmeno se le rivedrò, ma, come è successo per l'erasmus, sono diventati lo stesso la mia comunità: il viaggio è quello che ci lega tutti, quello che vediamo l'uno negli occhi dell'altra, quello che ci permette di capirci meglio di quanto possano fare in questo momento perfino alcuni dei nostri amici più cari.

Ognuno di noi sta per ripartire per la propria strada, ma ci sono piccole cose che mi porterò dietro: le risate di Federico e Chiara, i disegni, la simpatia e la schiettezza di Simona (la nostra pugliese d.o.c), gli show di Mele, le sagge parole di Giovanna, l'urlo derdiano di Francesco, l'accento di Alberto che mi fa morire, le cantate di Paolo e Marta, i balli "sfrenati" con l'altra Simona, le chiacchiere sull'America Latina con Camilla e Anny, le battute di Marina, le partite a biliardino, le tavolate a pranzo e a cena, le passeggiate per Barzio innevata e ghiacciata, le chiacchiere con Alessandra prima di dormire, la condivisione con tutti e tutte, che non ho lo spazio per elencare (non vi offendete), ma di cui porterò un pezzetto con me durante questo nuovo viaggio.

Se già una formazione pre-partenza può lasciarti così sopraffatta e stordita, posso solo immaginare i terremoti che mi provocherà dentro questo nuovo viaggio nell'Altrove.

Preparatevi, perché sto di nuovo per diventare un'altra.


18 gennaio 2012

Empty room - Atto III

Ancora un'altra stanza da svuotare, la terza in tre anni e come sempre la sensazione di vuoto non riguarda solo queste quattro pareti.

Mi stupisco sempre della sproporzione tra le poche cose materiali accumulate qui nel tempo, che riesco a chiudere in un paio di valigie, e quelle innumerevoli che porto dentro, che in un anno mi hanno trasformata, ancora una volta, in una persona diversa.

La cosa più dura sono gli addii mentali con i quali, mentre impacchetti la tua roba, saluti le cose, i posti, le situazioni, le persone dalle quali sarai costretta a separarti.

È vero che le persone che ci tengono davvero a te, non smetteranno di amarti, di pensarti, di cercarti, ma mi mancheranno da morire i loro abbracci, i loro sorrisi, le loro battute. Mi mancherà un sacco essere parte attiva nelle loro vite (e viceversa) e condividere le piccole cose quotidiane...

Penso che non posso fare a meno di andarmene, che la mia natura lo esige, ma allo stesso tempo non vorrei muovere un passo, vorrei rimanere nel porto ritrovato che è per me Madrid, barricarmi nella mia stanzetta di Malasaña e continuare a condurre la vita de los gatos.

Me ne andrò, quatta quatta, sperando di non essere vista, che se poi mi obbligano a parlare, trattenere le lacrime sarà più difficile.

Ci rivedremo, Madrid?


"E quando vai, non illuderti di coltivare assenze.
Te ne vai e questo è tutto.
"
(Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine)