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25 gennaio 2008

Solidarietà al prof. Maiani

Riporto qua sotto per intero il post che don Franco Barbero ha scritto per manifestare la propria solidarietà al prof. Maiani:

E' stata sospesa la nomina a direttore del CNR del professor Maiani, uno dei più grandi fisici italiani, "in attesa che chiarisca la sua posizione".

Quale reato ha commesso il predetto professore da essere incorso in una simile censura clerico-fascista?

E' sconvolgente leggere la motivazione che sorregge questo iniquo provvedimento. Infatti il motivo addotto è il seguente: il professor Maiani è uno dei 67 docenti che ha firmato la lettera rispetto alla visita e al discorso del papa alla Sapienza.

Scrivere una lettera saggia, civile, intelligente in questo paese può costituire una colpa, un demerito. C'è da rabbrividire per questo inverno della democrazia e della laicità.

Esprimo tutta la mia convinta solidarietà al professor Maiani per questa censura gravissima che deve essere rimossa da subito.

18 gennaio 2008

Terrorista a chi?




Mi risparmio ogni commento...

Anzi no, uno lo faccio.

Chi dice cose del genere è talebano e terrorista: talebano perché fondamentalista e fanatico, terrorista perché aizza le persone una contro l'altra istigandole all'odio e al sospetto reciproci (appellandosi all'equazione non-credente=senza morale - seguace di Satana) e taccia chiunque manifesti disaccordo con le proprie idee di terrorismo, accusandolo di atti censori, di non rispettare le idee altrui, di maleducazione, ecc... (questo naturalmente nei casi migliori).

Io credo in Dio. E' la Chiesa che mi ha fatto venire schifo di tutto quello che di terreno Lo riguarda, perché proprio dentro la Chiesa, che più di tutte dovrebbe insegnare rispetto, comprensione, tolleranza, perdono, valori morali..., si celano i rancori e gli odi più profondi. E lo dico a ragion veduta, avendo frequentato per oltre un anno una comunità, dove rispetto e tolleranza non erano che parole vuote e dove l'intransigeza e la certezza della fede rendeva le persone incredibilmente arroganti e piene di sé.

Nella mia vita ho imparato molto di più sull'amore, il rispetto e il perdono dai non credenti, che dai religiosissimi e fedelissimi: i miei genitori non credenti mi hanno insegnato a rispettare gli altri, a non offendere solo perché non non condivido un'idea, a mettermi nei panni dell'altro, ad aprire la mente, a cercare di comportarmi bene con il prossimo, a dare secondo le mie possibilità e tanti altri valori che oggi sono il mio codice etico.

La Chiesa, in quanto centro di forte potere politico, economico e "spirituale" (mi vien la pelle d'oca a dover scrivere anche "spirituale") è marcia, fino alle fondamenta, ma al suo interno ci sono anche persone il cui lavoro e la cui onorabilità sarebbe ingiusto non ricordare. Tra questi Don Alvaro, un sacerdote della mia città che ha sempre una parola, ma soprattutto un orecchio, per tutti (un uomo che rispetto e ammiro moltissimo) e don Franco Barbero, le cui parole mi sono spesso di conforto, perché mi ricorda che non tutta la Chiesa è composta da gente come don Livio Fanzaga.