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23 aprile 2009

Mis derechos son iguales que los tuyos

Este fin de semana celebraremos en más de 40 ciudades la 15ª edición del Día para la Esperanza, que en Bilbao tendrá lugar en el Paseo del Arenal este sábado 25 de 11:00 a 20:30 y el domingo 26 de 11:00 a 15:00. Este año, la fiesta de la solidaridad está dedicada a las mujeres que viven atrapadas en situaciones de emergencia; mujeres como las de los campos de refugiados del este del Chad, que luchan por sobrevivir en una región devastada por guerras y enfrentamientos y donde la violencia contra ellas es especialmente atroz. Para conocer de manera más directa esta realidad podemos unirnos a la conferencia que dará Rosario Iraola (Coordinadora Humanitaria de IO para la zona) el jueves 23 a las 19:30 en el C. Cívico La Bolsa, bajo el título "Mujeres en el conflicto del Chad".


Para las personas que formamos Intermón Oxfam, la vida en los campos de refugiados de esta región de África no es una noticia breve en los periódicos sino una realidad cotidiana. Hace años que estamos allí y escuchamos a mujeres como Kaltuma, viuda a sus 25 años, que tiene serias dificultades para alimentar a sus cinco hijas en estas tierras desérticas. O a Fátima, que nos cuenta lo complicado que resulta conseguir agua para beber y garantizar una higiene que las proteja de las enfermedades.
Pero no sólo escuchamos. También actuamos. Trabajamos para que las personas afectadas por emergencias, y en especial las mujeres, que son las más vulnerables, tengan aseguradas la asistencia y la protección necesarias. Y exigimos a la comunidad internacional que cumpla con su obligación de proteger a los civiles atrapados en los conflictos.
Los derechos de las mujeres en el este de Chad son iguales que los nuestros. Por eso, queremos que su voz se oiga. Sabemos que contamos con la ayuda de los ciudadanos; con el simple hecho de participar en el Día para la Esperanza, comprar una chapa o firmar nuestra petición al Gobierno español para que se implique activamente en la pacificación de la región ya están reivindicando sus derechos.
Por toda vuestra solidaridad, vuestra participación y vuestra ayuda, desde aquí y desde allí, queremos daros las gracias. ¡Muchas gracias por ser IO!


(Escrito por Nerea Basterra)

16 gennaio 2009

Gaza: che ne pensano i sopravvissuti all'Olocausto?



Murales di Banksy, West Bank

Durante queste ore drammatiche (ma forse dovrei dire: nel corso di queste vite drammatiche, dato che non è un fenomeno limitato ai recenti avvenimenti), mi piacerebbe sentire l'opinione di chi è sopravvissuto all'Olocausto sulla guerra in corso, il punto di vista di chi ha vissuto l'orrore dei campi di concentramento, della guerra, della morte... Che ne pensano gli israeliani che hanno vissuto esperienze simili, che ne pensano della Striscia di Gaza, dei bombardamenti a tappeto, della politica di Israele verso i palestinesi?

Non riesco a capacitarmi di come un popolo che ha subito la persecuzione e il genocidio, un popolo anch'esso per anni senza patria, perseguitato nei secoli un po' dappertutto, un popolo che conosce sulla propria pelle il dolore che vivono in questo momento a Gaza, non sia riuscito a fare di questo dolore un collante, un elemento di comunanza dal quale creare una base di condivisione, bensì un'arma, un pretesto per attaccare e distruggere, un ricatto morale per risultare immuni da qualsiasi critica.

E probabilmente è proprio perché non è questione di popolo, ma di governo, di politica e soldi, che questo conflitto continua da anni senza lasciare spiragli aperti per poter anche solo immaginare una pace.

La speranza, però, è l'ultima a spengersi, anche nelle situazioni più dure, come il tenero germoglio che riesce a spuntare anche tra le crepe dell'asfalto di città. Ci sono ancora persone, sia palestinesi che israeliane, che ci credono nella pace, nella convivenza e lo dimostrano con vari progetti, in varie situazioni.

Nel nostro piccolo, dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per far sì che le voci delle persone che voglio vivere insieme in maniera pacifica vengano fatte sentire sempre di più, sempre più forte, fino a sovrastare il rumore della guerra, dei bombardamenti, finché saranno talmente alte e numerose da dover essere necessariamente ascoltate.

Vi segnalo qua sotto alcune fonti utili per informarvi su ciò che sta succedendo e alcune iniziative di Ucodep, l'ONG con la quale collaboro (segnalo queste perché sono quelle che conosco meglio, ma se ne conoscete altre vi prego di segnalarle tra i commenti: io poi le aggiungerò al post):



03 giugno 2008

Crisi alimentare: il primo stunt di Oxfam International e Ucodep

Alla vigilia del vertice FAO, Oxfam International e Ucodep hanno organizzato il loro primo "stunt" (termine con il quale si designano le azioni dimostrative, nelle quali Oxfam ha una lunga e consolidata esperienza).

Anche io ho partecipato e qua sotto vi posto il video:



Chi riesce ad individuarmi, vince il premio "Mente sagace 2008" e tutta la mia ammirazione.

Da notare che, come sempre, c'erano tanta stampa e tante televisioni estere (Spagna, Francia, Canada, Giappone, Regno Unito, ecc...), ma pochi italiani. Purtroppo a casa nostra Oxfam è quasi sconosciuta (tranne agli addetti ai lavori), così come le tecniche che usa per fare pressione sui governi e sull'opinione pubblica.

Ma presto sempre più persone conosceranno il significato di parole come campaigning, lobbying, advocacy, ... *BuAhAhAhAhAhAh!*

E' una minac... volevo dire promessa.