23 maggio 2012

L'insostenibile pesantezza dell'essere

È possibile arrivare al fondo delle cose, impossessarsene, interiorizzarne il significato profondo senza però venirne appesantiti?

È possibile vivere profondamente, nel cuore delle cose, delle idee, delle persone, ma senza perdere la leggerezza?

Più ci penso, più ho quel capogiro da foglio bianco che ti viene quando pensi all'infinito, alla vastità dello spazio che circonda la terra, al vuoto.

Cosa si fa, affinché le brutture del mondo non ti scuotano come un terremoto, le cattive azioni non ti avvelenino il cuore, le persone non possano lasciarti l'anima calpestata? Come si fa a impedire che la leggerezza si converta in superficialità?

Come si fa, in definitiva, a sciogliere le cime che ci tengono legati alla terraferma, senza dimenticare l'importanza che rivestono durante la tempesta, quando ci tengono amorevolmente al sicuro nel porto?
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