17 febbraio 2012

La sostenibile leggerezza delle prime impressioni

È stato strano vedere il piccolo aeroplano del navigatore dell'aereo spostarsi piano piano da Amsterdam, attraversare tutto l'Atlantico, per arrivare infine su Lima: avevo un'impressione di estraneità, come se su quell'aereo non ci fossi io, come se fosse un videogioco al quale stessi partecipando, ma non nel quale avessi una dimensione fisica e reale.

E invece, a un certo punto, dopo un volo estenuante di 12 ore e quasi 24 ore senza dormire, siamo atterrati, sono atterrata, in un aeroporto dove la maggior parte delle persone aveva tratti diversi dai miei e parlava uno spagnolo dolce, strascicato, senza le zete secche del castigliano.

Tutto mi sembra così strano e bello allo stesso tempo... (non tanto la città, di cui ancora ho visto troppo poco per poterne avere un'impressione, quanto il fatto di trovarmi finalmente qui, in America Latina, come in un sogno da Alice nel Paese delle Meraviglie).

Mi sento leggera, con la testa che galleggia tra un mare di profumi e colori nuovi.

Per la prima volta da non ricordo quando (forse da sempre), non sono ansiosa.

Dopo un volo sfiancante, senza sapere ancora dove vivrò esattamente, né a cosa lavorerò di preciso, parcheggiata in una stanzetta squallida e umida in una casa de monjas in Magdalena del Mar, senza possibilità di uscire, né sola, né accompagnata (probabilmente per problemi di sicurezza) e nonostante abbia incominciato a vivere in una delle megalopoli più pericolose al mondo, inspiegabilmente continuo ad essere assolutamente e completamente tranquilla, senza ansie, senza paure, senza aspettative.

Mi sento leggera, libera, un po' sonnolenta e con la strana certezza che tutto andrà bene: non tanto nel senso che non mi succederà nulla, quanto nel senso che, anche le cose che andranno male, si aggiusteranno, in un modo o nell'altro, che tutto si risolverà per il meglio.

Non sembrano esserci altre possibilità, qui.
Tutto suggerisce che siamo entrati nella sfera d'influenza del "quién sabe" messicano e del sosiano "todo cambia", ribattezzato anche "todo pasa".

Tutto cambierà e passerà, senza che io possa farci nulla. E questa consapevolezza mi dà una pace nuova.

Mi sembra di capire che quest'anno sarà all'insegna della leggerezza e che, in qualche modo, mi viene consigliato di impararne l'arte che non sono riuscita mai a fare mia in anni di tentativi.


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