21 maggio 2008

Corsi e ricorsi storici

Leggo e posto dal blog di don Barbero:

«Nella vita di ogni popolo democratico c’è un passaggio assai pericoloso, quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente dell’abitudine alla libertà. Arriva un momento in cui gli uomini non riescono più a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti.

Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Non è raro vedere pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o distratta e che agiscono in mezzo all’universale immobilità cambiando le leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi.

Non si può fare a meno di rimanere stupefatti di vedere in quali mani indegne possa cadere anche un grande popolo».

(Alexis de Tocqueville, La democrazia in America)


Non credevo che qualcuno già anni fa avesse espresso con così lucida chiarezza i miei stessi pensieri e le mie cupe convinzioni.

Aveva proprio ragione il Vico, coi suoi "corsi e ricorsi storici"...
Ho penato tanto a studiarlo, ma adesso lo ritrovo ovunque, come il prezzemolo. E non posso non riconoscere che c'aveva visto lungo, quel geniaccio!

Perché gli esseri umani nonostante la storia, le biografie, gli archivi, i libri, i documentari, le giornate della memoria... di memoria ne hanno così poca?
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