02 gennaio 2008

Uomini, Stato, Chiesa... Qualcun'altro?

Ebbene, vi do un comunicato ufficiale: sono stufa che sul corpo delle donne, quindi anche sul mio corpo abbiano diritto tutti tranne noi.
Il corpo è mio e ci faccio quello che voglio, giusto o sbagliato che sia e, nonostante la Chiesa ne rivendichi la divina podestà, non potrà mai averne il controllo: lo dimostrano i suicidi e lo confermano le donne che hanno abortito e che continuano ad abortire dalla notte dei tempi.

Non c'è nulla da discutere per quanto riguarda l'aborto: ha un bell'affannarsi Bondi con le sue anacronistiche mozioni.
L'aborto c'è, c'è stato e sempre ci sarà, sia questo reso legale da una legge o meno.

Che io sia pro o contro aborto, non ha la benché minima importanza, dato che non mi sono mai trovata nella condizione di dover scegliere: la cosa fondamentale è che è profondamente ingiusto ed esecrabile privare altre donne di questa libertà di scelta.

Ma non scordiamoci la sacralità della vita, per carità! Non dimentichiamoci di questa grandiosa panzana che certi politici e la Chiesa usano come scudo quando e come fa loro comodo! Sì, perché la sacralità della vita e la difesa di essa, valgono solo quando si parla di donne che decidono di abortire, ma ce se ne dimentica con facilità per i milioni di bambini di tutto il mondo che muoiono, per le donne picchiate, sfruttate, ammazzate, per gli omosessuali che non hanno diritti tranne quelli di nascondersi e tacere, per chi si spezza la schiena e non ha lo stesso i soldi per mangiare, per chi si vede negare il diritto ad essere curato, il diritto allo studio, alle pari opportunità, alla libertà d'espressione... e potrei continuare ancora per molto con quest'elenco.

La vita non ha nulla di sacro, è un'immagine ipocrita questa: la vita, fin dalla nascita, è dolore, fatica, sudiciume e uno se ne deve rendere conto il prima possibile.

Questo non significa che la vita non possa essere bella, o che sia giusto tollerare e inghiottire tutto quello che non va: significa che si deve prendere atto che la realtà è questa e poi fare di tutto per cambiarla.

Io ci credo nel diritto alla vita, credo nel diritto alle pari oportunità, credo che tante persone in tutto il mondo abbiano diritto a tante, troppe cose che non hanno: per questo mi fanno vomitare tutta l'ipocrisia e le strumentalizzazioni che vengono imbastite da chi ha degli interessi in ballo.

Sono stufa di fronzoli e orpelli e politically-correct.

Non voglio vite sacre: voglio vite dignitose.



P.S. Per chi volesse qualche nozione giuridica sull'argomento, qui può torvare il testo della legge 194.
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