16 ottobre 2012

Pensa ai bambini del terzo mondo che non hanno da mangiare!

Quante volte vi è successo di andare al ristorante e che, come si suol dire, vi abbia "tirato più l'occhio che il budello"?

Ordinate l'antipasto, a metà del primo vi sentite già sazi e quando arriva il secondo state lì lì per scoppiare, ma comunque non resistete ad ordinare il dolce, che per quello c'è sempre un posticino.

Ma tutto il cibo che avanza, che fine fa? Si butta. E se poi avanzate anche il pane, dovrete andare a confessarvi di corsa, perché, come diceva sempre mia nonna, buttare il pane è peccato.

Se a questo punto del pasto, spinti da uno spasmo involontario della vostra coscienza (irrimediabilmente traumatizzata durante l'infanzia da vostra madre che, quando lasciavate del cibo nel piatto, vi ripeteva sempre: "pensa ai bambini del terzo mondo che non hanno da mangiare niente!"), aveste la malaugurata idea di chiedere un tupper per portarvi via gli avanzi, il tempo si fermerebbe, le galassie brucerebbero, il vaso di Pandora sarebbe di nuovo scoperchiato e il male invadrebbe il mondo, senza contare che  il cameriere vi guarderebbe con aria disgustata, assieme a tutti i commensali e ai vicini di tavolo, che, mentre vi fissano sospesi come in una scena da film, penserebbero: "Anvedi 'sto pulciaro!" (Traduzione: osserva con attenzione il disgusto che mi provoca questo nullatenente).



Io, invece, ieri ero a pranzare in una cevichería limeña vicina al lavoro, che mi ha attratto nonostante l'indisposizione stomacale. A metà del mio vassoio (no, non piatto, VASSOIO) di pesce crudo, ho accusato il colpo, ma l'angoscia di lasciare lì tutto quel ben di dio (peraltro, costato una discreta sommetta), mi ha spinto a chiedere timidamente al cameriere se avesse un contenitore per potermi portare via gli avanzi.

Ho socchiuso gli occhi, contratto i muscoli e aspettato la fine del mondo...

... e invece il cameriere mi ha guardato con il solito sguardo di compassione che si riserva alla gringa-scema e, quasi ridendomi in faccia, mi risponde con un: "Claro que lo tenemos: ¿ya se lo preparo para llevar?" (Traduzione: "Certo che ce l'abbiamo: glielo preparo adesso da portare via?").

Sì, perché qui in Perú, al risotrante, portarsi via gli avanzi è la norma. Qualsiasi ristorante ha dei tupper di plastica usa e getta pronti all'uopo e praticamente tutti fanno take-away.

Nessuna vergogna, nessuna figura da pezzente, nessun sguardo giudicante, niente pubblico ludibrio, niente Apocalisse, solo praticità e pura e semplice logica: compro del cibo + lo avanzo + me lo porto via = nessuno spreco di cibo né di denaro.

Tutto questo per dire che, a volte, il "primo" mondo dovrebbe apprendere le buone pratiche dal "terzo".


A proposito, buona Giornata Mondiale dell'Alimentazione ;)


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