22 aprile 2009

Chi se ne va non si sente meglio o migliore di nessuno

"Facile la vita a Madrid!" "Te la passi bene tu, eh?" "Ragazze? Eh, beato te!" Ok, frasi fatte, ok, molto spesso frasi dette da padri di famiglia con impegni e una vita già decisa. Ma quando queste frasi arrivano da amici della mia età o più giovani di me, io rispondo sorridendo. E poi mi chiedo, ma cosa facile? Ma perché beato te? Ho vinto alla lotteria forse? E’ facile prendere e abbandonare gli affetti e tutte quelle cose care che si sono raccolte durante una vita per provare a migliorarsi crescere e realizzarsi? E’ facile dover accettare che la realtà in cui sei nato o in cui vive la tua famiglia ti stia stretta e non ti offra le possibilità che ti meriteresti? E’ facile guardarsi dentro e attorno, rendersi conto che la vita che vivi è una delle tante che potresti avere ed è facile decidere di provare a viverne altre? E’ facile sentire tua madre triste perché non ti vede e sentirla ogni giorno perdere di più la speranza di farti tornare? Oppure è facile puntare tutto su se stessi, costruire qualcosa in uno stato straniero, conoscere nuove persone, fidarsi, non fidarsi?
Beato te... per cosa? E’ possibile essere così limitati da pensare che se sei fuori da quel piccolo cerchio in cui sei nato sei in vacanza?

[...]

Chi se ne va non si sente meglio o migliore di nessuno, semplicemente vede con occhi diversi la realtà in cui nasce.

(Zollo, Italiani a Madrid)


Posta un commento