02 settembre 2011

Arezzo - Laurea honoris causa in Promozione Turistica alle Miss di Montecatini

Ieri sera, data l'alta concentrazione di gente nel centro di Arezzo, chiedo a mia madre cosa stia succedendo e mi viene spiegato che le miss di Montecatini erano ospiti della città, segnatamente dei quartieri.

Il sindaco ha dichiarato che questa era "Una bella occasione per promuovere la rievocazione storica e valorizzare la nostra città".

Conseguentemente, ho scritto una serie di messaggi su Twitter per esternare in rete quello che penso della "bella occasione":



Sono seguite un paio di risposte che più o meno mi aspettavo: nel clima culturale italiano degli ultimi 20 anni, si è sentito sempre più spesso affermare che la "bellezza non è una colpa": e ci mancherebbe! Quello che mi infastidisce profondamente, sia come donna che come mammifero pensante, è che sia considerata un merito o che in questo paese altamente meritocratico venga usata per spianarsi la strada lavorativa. Ma si sa, se qualcunA fa notare queste incongruenze o è una rosicona o un'acida femminista zitella; non è mica una persona indignata che si rifiuta di stare ai giochini preconfezionati dove le donne devono sculettare e gli uomini essere degli animali che non se lo sanno tenere nei pantaloni (ma non è un'offesa anche per voi??). Ah, ma dimentico sempre: questa è solo la gloriosa "liberazione sessuale" (infatti siamo così liberi che sei un ipocrita se osi rifiutarti di sostenere la mercificazione dei corpi, maschili e femminili, o se affermi che tale mercificazione dovrebbe finire e che dovremmo definire in maniera "altra" ciò che significa essere liberi).

La "colpa" non è delle miss, che potenzialmente possono essere bravissime ragazze. Quello che m'indigna è tutto il teatrino che si mette in scena e che io ho definito per l'appunto "pollaio": non solo riferendomi alle "gallinelle", ma anche ai "galletti" e alle scene pietose da cagnolini sbavanti di fronte alle gnocche in "short e maglietta bianca a maniche corte" (devo sorvolare la pietosa scelta di parole usate per descrivere la giornata - articolo scritto per altro da una donna - ?), che per l'appunto sono considerate come graziosi ornamenti, e non per il loro cervello potenzialmente intelligente. Non è più ipocrita chi mi dice che non ho il diritto di giudicare delle ragazze che non conosco, ma si fa andare bene che siano invitate solo per una questione estetica che dovrebbe servire da pubblicità per la mia città?

Se si parla di pubblicità, perché bisogna scadere sempre in ambito "bellezza" e quindi apparenza, invece di andare sulla sostanza? QUESTO è quello che contesto.

Chi s'intende di comunicazione, lo ammetterà: puntare sulla bellezza è il modo più facile per vendere, ma non l'unico e secondo me nemmeno il più valido. Non sono più disposta ad accettare la scusa del "non importa come se ne parla, purché se ne parli": COME se ne parla conta eccome! Specialmente se vogliamo cambiare questa mentalità degradante per uomini e donne che ci accompagna da anni e che ha marchiato il nostro paese come non fosse altro che un circo di nani e ballerine, togliendoci ogni credibilità.

Per inciso, da aretina, ho un altro consiglio per incentivare il turismo: cominciare a tenere bar e negozi aperti. Non so se la colpa è del Comune che non dà i permessi o dei commercianti che non vogliono tenere aperto, fatto sta che ad agosto, di domenica pomeriggio, con la città piena di turisti (praticamente gli unici che riuscivano a girare per la città con il caldo che faceva) - turisti venuti per vedere Piero della Francesca, Il Della Robbia, Giorgio Vasari (ma guarda! Allora abbiamo qualcos'altro che fa pubblicità alla città!) - sono dovuta arrivare fino a Piazza Grande (parte alta della città) per trovare un bar aperto e farmi fare un caffè, perché per il Corso era TUTTO chiuso. Per non parlare della volta che durante il Play, a mezzanotte, un ragazzo di fuori ferma me e una mia amica in centro per chiedere dove poteva trovare un bar aperto nei paraggi e noi siamo state costrette a ridergli in faccia, perché a luglio, a mezzanotte, non c'era posto dove potesse andare a comprarsi un tè freddo.

Ho molti amici di altre regioni di Italia e amici stranieri che hanno fatto l'erasmus ad Arezzo e tutti mi hanno sempre detto la stessa cosa: "bella come città, ma non c'è niente, è sempre tutto chiuso, è morta". Se vogliamo fare una buona ed efficace pubblicità ad Arezzo e alla Giostra, cominciamo da queste critiche e miglioriamo in maniera durevole, non usiamo specchietti per le allodole.

Per concludere, mi permetto di lanciare una domanda nell'etere, perché ho una curiosità che non sono riuscita a soddisfare, non trovando fonti e dati che lo dicano: chi l'ha pagata quest'ospitata delle miss? Sponsor, Comune, quartieri, ...? Perché, a seconda della risposta, altre considerazioni potrebbero essere fatte.


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