05 aprile 2010

Raccolgo qui alcuni commenti all'articolo di Fini che condivido:

Purtroppo Fini gode di uno spazio che dovrebbe essere giornalistico e lo usa per sputacchiare (e incoraggiare nei commenti) mal ragionati luoghi comuni e misoginia virulenta...

Purtroppo il sessismo incontra ancora compiacimento e indulgenza, o addirittura viene elevato a fine satira o raro esercizio d'indipendenza.

Nelle prossime settimane attendiamo altre 'provocazioni' d'alto livello intellettuale:

- "Negri razza sporca (ma con il ritmo nel sangue)"
- "Ebrei razza infida (ma col senso degli affari)"
- "Omosessuali razza dannata (ma con una spiccata sensibilità)"

Ovviamente, chi non apprezzerà sarà un* pover* di spirito che non riesce a cogliere la pindarica satira dell'autore :)

(commento di Irene - lasciato il 4/4/2010 alle 22:25)


Ci stanno fior di intellettuali che sanno disquisire profondamente sui temi più impegnativi .. poi, quando parlano di donne, si rivelano in tutto il loro maschilismo e si perdono dietro 'ste noiose e vecchie fesserie.
Assodato comunque che le donne non sono affatto migliori degli uomini, non lo sono mai state, esistono semplicemente persone che, con i loro comportamenti, risultano migliori o peggiori.

(commento di augusto - lasciato il 27/3/2010 alle 18:54)


Fini, lei che è tanto intelligente non riesce a rendersi conto di quando una provocazione è del tutto onanista?
Non è che ci manca gente che dice idiozie, in Italia.

(commento di klovhov - lasciato il 27/3/2010 alle 19:2)


È che Fini ama essere il cinico contestatore e demolitore di ogni conformismo, e io lo apprezzo anche per questo. Leggo i suoi articoli perché mi divertono anche le sue provocazioni, e perché so che troverò qualcosa di singolare che non troverei altrove.
Questo articolo mi ha anche fatto sorridere fino a un certo punto, ma ’ultima parte in cui emerge un’ ironia superficiale e negativa sulle violenze quotidiane che subiscono le donne non l’ho apprezzata per niente.
Perché ci abbiamo messo secoli a far sì che le donne stuprate venissero considerate dall’opinione comune vittime, abbiamo ancora una legislazione vergognosa al riguardo, e io non ironizzerei con tanta leggerezza su questo.

(commento di Berta - lasciato il 27/3/2010 alle 19:22)


Neanche io ho capito la provocazione. Un tale concentrato di banalità me lo sarei aspettato da altre testate. Citazione degli 883 appropriata comunque, degna del livello dell' "articolo". Che in ogni caso spiega bene perchè siamo al 72esimo posto nel Gender Gap Index.

(commento di Paola P - lasciato il 27/3/2010 alle 20:34)


Caro Massimo, ho chiuso gli occhi dopo questo articolo e ho ripensato alle sue parole, la faccia che ho immaginato non era la sua e nemmeno la voce. Entrambe appartenevano a Luttazzi.
Io appartengo a quella schiera di uomini che si potrebbero dire "femministi", nel senso che hanno vissuto per le donne, le hanno capite, hanno riconosciuto i soprusi che da sempre si sono perpetrati su di loro per soggiogarle, disinnescarle, esautorarle dal diritto di decisione al di fuori dei muri di una casa e per motivi strettamente collegati all'economia domestica.
Ci tengo a dire che ho più amiche che amici, l'opinione di una donna su qualsiasi argomento è di gran lunga più interessante di quella di un uomo. Ripeto: io ho vissuto per le donne è continuerò a farlo finchè non smetterò di trovarle interessanti.
Fatta la premessa mi domando perchè mai non dovrei incazzarmi quando mi vengono scaricate sulla gobba le colpe millenarie del maschio o quando vedo donne scimmiottare gli uomini ( solitamente nei loro lati peggiori )convinte che ciò le renda finalmente libere ed indipendenti, privandole invece della loro identità e facendole assomigliare a quel prototipo di maschio che entrambi detestiamo? Quando si fa una critica su come la deputata abbia raggiunto la sua posizione o come la direttrice dieci anni prima lavorasse con una coperativa che si occupava delle pulizie dell'impresa non si sta facendo un discorso maschilista, si sta facendo un'analisi di costume della nostra società.
Gli strali si abbattono puntuali ogni qualvolta si affrontino certi temi.Purtroppo è vero! la donna scala il potere usando la propria femminilità e si difende dalle critiche brandendo la mannaia antimaschilista ,negando sempre di più alla comunità il suo apporto-supporto fondamentale che se non snaturato potrebbe essere determinante anche nelle istituzioni. La donna per natura pensa collettivamente, una donna è capace di gestire l'economia negli interessi della collettività molto meglio di un uomo proprio perchè portata ad anteporre i bisogni degli altri ai suoi. abbiamo un disperato bisogno di DONNE per sostituire le escort in talleur, le soubrettine e magari anche quei tossici di viagra che al loro posto ce le hanno messe.
Mentre scrivo noto che i commenti di fuoco le stanno già piovendo addosso.
Capisco il suo sfogo luttazziano e la saluto

P.S oggi qualche amica l'ha fatta incazzare eeh?

(commento di lamberto pirrone - lasciato il 27/3/2010 alle 21:10)


Sul vostro giornale ho ascoltato molti commenti da parte di amici che da sempre ravvedono nei vostri comportamenti qualcosa di insitamente fascista. Io non gli ho mai prestato ascolto, sino ad oggi, quando la lettura di questo articolo mi ha reso evidente quanto siate impreparati anche al compito storico che sembrerebbe esservi affidato. E questo non emerge solo dalla vostra pagina culturale, scarsissima, ma oggi anche dalla pochezza e dal livore dell'articolo di Fini, che tutto è fuorché una provocazione o una rottura di cliché. E' per questo che vi dico che sono offesa dallo spazio assegnato a quest'articolo e dalla scelta della redazione. Eviterò di comprarvi d'ora in poi.

(commento di Doni - lasciato il 27/3/2010 alle 21:58)


Caro Massimo, scusa la confidenza che mi porta a darti del tu, ma credo, dopo quanto che hai detto sul mio genere, di potermelo permettere.
Contrariamente a gran parte di quanti ti hanno scritto dopo il tuo articolo, io ti ringrazio. Ti ringrazio per aver esplicitato un pensiero che, senza osare confessarlo, condividono in molti, parecchie donne comprese, purtroppo. Grazie per aver finalmente fatto capire che anni di lotte, discussioni, prese di posizione, non sono servite proprio a nulla, che siamo ancora lì, a considerare le donne come un'entità unica, indistinta, non individui con pensieri, modi e aspirazioni differenti. Dici donna e dici tutto, no? Grazie, adesso so per certo che di strada ne dobbiamo ancora fare.
(commento di fulvialisbona - lasciato il 27/3/2010 alle 23:9)

Più che un commento questa è una richiesta di chiarimenti. Da parte dell'autore? Da parte della testata che ha pubblicato l'articolo? Mi serve una spiegazione. Leggere i commenti è stato molto più chiarificatore e illuminante dell'articolo. Mi sarei aspettata dai lettori di questo giornale più razionalità, una sensibilità maggiore. Pensavo che in questo spazio si cercasse di superare o almeno di riconoscere certi retaggi che io darei per scontati. Si è trovato proprio di tutto e ho la sensazione che la provocazione, che sia del giornalista o dei commentatori, sia un modo per dire cose che non si avrebbe il coraggio di ammettere in un discorso sincero. Questo giornale si chiama "Il fatto" e quindi questo dovrebbe farci riflettere che non bisognerebbe categorizzare i concetti ma attenerci ai fatti. Se un uomo è un violento, "quell'uomo" è violento. Se una donna è una stronza, "quella donna" è una stronza. E' vero: maschi e femmine non sono uguali e per fortuna è così, ma non facciamo graduatorie e non mettiamoci sulla bilancia. Su un piano generale chiediamo solamentele stesse opportunità.

(commento di Laura - lasciato il 27/3/2010 alle 23:24)


Mi sento profondamente offeso, come UOMO, dall'articolo di Fini. Nel film "La mere et la putain" Jean-Pierre Léaud spiega bene come filosofeggiava Sartre in età matura: davanti a una bottiglia di vino. Quanto a Minimo Fini, era l'unico che avevo visto malvolentieri approdare a "Il fatto", non perché sia un ex-leghista (anche come dipendente), ma perché accampa questo stile para-adolescenziale da eterno bastian contrario. Bravo il signor Fini, si pasce e propina pregiudizi, senza nemmeno, a esempio, andare nel profondo della questione dell'affidamento condiviso, con relativa legge approvata frettolosamente dal governo Prodi per non scontentare certa destra. Nella quale, immagino, ripiomberà la putain Massimo Fini tra qualche tempo...
P.s. al signor Fini e ai maschi che lo inneggiano rivolgerei volentieri, da bravo maschiaccio, una sfida da tamarro di strada.

(commento di disamistade - lasciato il 28/3/2010 alle 0:2)


Mi domando se quest'articolo è stato scritto per analizzare poi i commenti di risposta.
Non vedo altro motivo per pubblicare un tale sproloquio, a meno che non fosse stato scritto con una vena ironica che ho cercato invano fino alle ultime righe.
Posso accettare che un intellettuale di una certa età la pensi ancora così; ma non ammetto certi commenti che dicono che le donne italiane amano Berlusconi e che è solo per questo che cotanto uomo ci ammorba dopo tutto questo tempo.
Come donna mi sento offesa dalle trasmissioni stracolme di donne in bikini, da presentatrici carine ma prive anche di un briciolo di personalità o professionalità, da programmi che fanno passare il messaggio che conquistare un uomo merita qualsiasi sacrificio; per non parlare delle liste politiche strabordanti di donne senza qualifiche e senza ideali.
Ma lasciamo perdere la mentalità da gallo spennacchiato del primo ministro che tanto fa per la dignità di questa nazione, è un argomento che meriterebbe troppo tempo.
Questo paese sta affondando e prendersela con le donne o con gli uomini non ci aiuterà a migliorare la situazione.
Ingenuamente ho sempre pensato che lo spirito di una persona non ha sesso, e che la fisiologia che ci rende diversi ci rende anche complementari.
Forse Fini è rimasto spaiato troppo a lungo.

(commento di Coraline - lasciato il 28/3/2010 alle 0:14)


e a tutti quelli che dicono che siamo noi a non avere autocritica e non fini ad essere un cretino, vorrei far notare soltanto una cosa....possiamo discutere su tutto, e prendere con ironia che siamo "sibilanti" "frignone per lucido calcolo opportunista" o che in caso di separazione siamo, non sempre giustamente, anzi, avvantaggiate davanti alla legge...ma il fatto che si prenda sottogamba un tema come la violenza sessuale (che basta una carezza sui capelli e quasi è stupro) attenzione...perchè di gente che dice "eh, vanno in giro tutte scollate e poi si lamentano che vengono violentate", come se fosse una logica conseguenza...come se fossimo noi ad esagerare, e cercarcele...attenzione, perchè questo è grave, e diffonde ignoranza...e la diffusione dell'ignoranza non mi sembrava una delle priorità di questo giornale...qui non è questione di autocritica, ma attenzione ai temi...che da ragionamenti come questi (non è lui che è stato un animale, ma è lei che si è vestita da zoccola) si passa con facilità al "cribbio, non sono io che sono un delinquente....sono i magistrati che sono delle toghe rosse"...attenzione, riflettete...prima di dire certe cose, che poi se tocca a te provarle sulla tua pelle non dev'essere una bella esperienza.

(commento di vega - 28/3/2010 alle 3:26)
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